Il ritorno ( un po’ triste)

In anticipo, rispetto agli anni precedenti, si è concluso questo quinto viaggio in terra ellenica. L’affollamento nelle isole ioniche e le previsioni del meteo non particolarmente favorevole (infatti appena giunti in Croazia abbiamo preso un temporale con relativo neverin e bora forte per i successivi 4 giorni) ci hanno indotto a partire da Preveza il giorno di ferragosto assieme a Tiziana e Dante sulla loro ” Aria di festa” e a fare rotta verso nord passando per l’ Albania e Croazia. 

Costa albanese

Erano tre anni che non passavo per l’ Albania ed ho trovato un peggioramento per quanto riguarda la nautica : ora anche gli albanesi possono avere barche e questo ha portato ad un ridimensionamento degli spazi concessi alle barche in transito molto evidente a Saranda dove siamo stati costretti a metterci in seconda fila utilizzando un motoscafino per scendere a terra.

Ormeggio a Saranda
Il secondo giorno siamo arrivati ad Orikum nel cui Marina abbiamo trascorso la notte per la modica cifra di 94 euro.

Unico lato positivo una cena conclusasi con un merluzzo da 1,8  kg al forno…..


A Durazzo la situazione era migliorata: pagato 70 euro come sempre ma almeno ci hanno fatto ormeggiare su una banchina dove non scaricavano le granaglie e così ci siamo evitati di ritrovarci le barche piene di ” pula” ed i topi che venivano a banchettare la notte……

La banchina di Durazzo.

Il porto peggiore è rimasto Shengjin: ci hanno ormeggiati ad un molo fatiscente su un’acqua lurida!

Ormeggio a Shengjin
Notare il sottile strato di idrocarburi….

Fortunatamente ci siamo consolati con una cena in cui hanno predominato gli scampi!

L’arrivo in Croazia è stato ancor più traumatico : qui la polizia mi ha sequestrato i documenti perché mi rifiutavo di pagare un tizio che , non richiesto, per farmi ormeggiare mi aveva fatto andare a sbattere sulla banchina……. e questo è stato il benvenuto croato!
Aria di festa a Catvat
Abbiamo quindi cercato di ritornare in patria il più velocemente possibile pur con soste a Curzola , Unie, Umago.

Curzola
Baia ad Unie

Clandestino imbarcato ad Unie

Ultimo tramonto ad Umago

E così, con il cuore pieno di tristezza per per aver lasciato la Grecia con il suo sole , i suoi colori, la sua gente e tanti amici ma anche con la gioia di ritrovare tante persone care, siamo rientrati nel nostro posto barca a San Giorgio che avevamo lasciato alla vigilia del Corpus Domini di tre anni fa. 
Un saluto a quanti ci hanno seguito ed un arrivederci , a Dio piacendo, alla prossima tappa .

Annunci

Ultimi, o quasi, aggiornamenti ellenici.

Saputo che i nostri lettori d’oltralpe si preoccupavano per la nostra latitanza, dimostrando così tanta  sensibilità d’animo ed anche poca fiducia nelle doti marinare del ” kapten”, mi accingo ad aggiornare questo diario in una domenica in cui tanti sono in vacanza , stanno seguendo le olimpiadi ed i nostri amici Malingri hanno battuto il record della trans mediterranea su un catamarano di 6 mt


Noi invece preferiamo goderci questi ultimi giorni in baie tranquille comunicando grazie ai telefonini, internet ecc con le amicizie e le persone care che ormai da mesi non vediamo ma che comunque seguiamo assiduamente.

Baia da relax.

Ma torniamo al nostro diario!

Lasciata Kalamata dopo tre settimane di ozio abbiamo ripreso la circumnavigazione del Peloponneso in senso orario e , salutata Methoni col suo castello veneziano con la torre turca, abbiamo pernottato nella grande baia di Navarino nelle cui acque così terse ed azzurre non è possibile non immergersi!

Methoni
Ingresso baia Navarino
Successivamente dopo una sosta a Kyparissia e a Katokolon abbiamo raggiunto Zante e ci siamo fermati un paio di giorni nel porticciolo di Agyos Nikolaos che conoscevamo dai precedenti viaggi 

Kyparissia : gli ormeggi che piacciono a me!
Zante porto: gli ormeggi che non mi piacciono!
Agyos Nikolaos 
Durante la sosta in questo sito siamo andati a visitare con apposite barche locali due dei posti più di rinomati della zona: la spiaggia del relitto e le grotte blu.

La prima , che si è formata a seguito del naufragio di un cargo turco negli anni settanta , è molto suggestiva soprattutto  per la falesia a picco ed altissima che la delimita , peccato che sia letteralmente presa d’assalto dai turisti che vengono scaricati sulla battigia

L
LLa Bella con il relitto

IIl Relitto col relitto!

Anche le grotte blu sono suggestive:  non molto grandi ma con acqua coloratissima e pareti di colore viola per la presenza di particolari microorganismi.

LL’acqua all’interno della grotta


Colorazione delle pareti


Nei giorni successivi ci siamo trasferiti dapprima sull’isola di Cefalonia e poi di Lefkas dove ci siamo incontrati con Dante e Tiziana con i quali dovremmo fare un tratto del ritorno.


Dintorni della spiaggia del relitto

Altre scoperte e riscoperte.

Salutato a malincuore Koufonissi e i suoi colori in un giorno che doveva riservarci una navigazione tranquilla con ariette portanti e che invece, passato il ridosso delle altre piccole Cicladi ( Schinousa, Iraklia, Keros), ci ha elargito una bella bolina con mare formato ed onde che frangevano sulla prua e riuscivano , ahimè, a penetrare nel boccaporto della cabina e a bagnare le cuccette sottostanti. . . .  abbiamo raggiunto un’altra bella baia molto grande e sicura e , soprattutto , con un fondale dello stesso colore di quello di Koufonissi: Dhespotiko.

Dhespotiko
Tramonto su Dhespotiko
Ci siamo ancorati su sei metri di fondo è l’acqua era così limpida che si vedeva agevolmente l’ancora nella sabbia .

E non essendoci insediamenti urbani nelle vicinanze la volta celeste ci ha dato il meglio di se’durante la notte con la via lattea luminosissima che sembrava bastasse allungare le braccia per toccarla e non si capiva se le luci luminose più vicine erano i fanali di fonda delle barche o le stelle.

Dopo un paio di giorni in questo paradiso ci siamo trasferiti dapprima a Sifnos a Plati Yalis , porticciolo dove eravamo stati anche lo scorso anno ed in cui ho cercato di ovviare , con successo, all’inconveniente del boccaporto e poi a Mylos dove siamo riusciti ad attraccare sul pontile di Adhamas.

Alba ad Adhamas
Anche l’anno scorso ci eravamo fermati qui e , come già fatto, abbiamo affittato una moto e siamo andati a visitare angoli che non avevamo visto ed abbiamo così scoperto Klima. 

È un micro villaggio di pescatori con le abitazioni in riva al mare formate da una stanza dove riponevano le barche e l’attrezzatura da pesca e sopra l’abitazione vera e propria e tutte a colori vivaci. Alcune sono tutt’ora abitate , almeno d’estate, altre sono state trasformate in negozi turistici , altre sono affittate.

KLa chiesetta di Klima
Per ultimare il tour dei bei siti e per soddisfare i desideri di Alida che in questi 5 anni di acque elleniche non era ancora riuscita a vedere quella che è ritenuta dai Media la più bella spiaggia della Grecia siamo partiti all’alba da Mylos e dopo 12 ore di navigazione siamo arrivati ad Elofonissi ( e brutta notte ce ne incolse. . . dovrei dire. . . ).

È un’isola alla fine del Peloponneso con due baie separate da una lingua di sabbia con spiagge molto belle con dune.

La spiaggia di Elafonissi e le dune
Tramonto sulle due baie

Volevamo fermarci un paio di giorni ma non avevamo fatto il conto con le centinaia di navi che passano al largo e la cui onda residua entra nelle baie e provoca un rollio alla barca insopportabile. 

E fu così che , disperati, alle prime luci dell’alba siamo scappati e ci siamo rifugiati nella tanta apprezzata Marina di Kalamata dove rimarremo ancora molti giorni.

La sorpresa

Approfittando di un paio di giorni di relativa calma di vento, che comunque si fa sempre sentire grazie a quella grande seccatura che è il catabatismo eolico che oltre a rinforzare il vento lo devia , così uno fa i programmi di navigazione su ariette di poppa e poi si ritrova 30 nodi di prua e deve anche sorbirsi le giuste  recriminazioni della compagna di viaggio . . . , salutiamo le conoscenze di banchina e navigando tra Naxos e Paros raggiungiamo le piccole Cicladi . 


Sono queste alcune isole non molto grandi che solo recentemente sono state scoperte dal turismo e quindi sono ancora relativamente genuine. 

Noi ci siamo diretti verso la più orientale , Koufonissi, anzi Pano Koufonissi perché in realtà  si tratta di due isole : Kato e Pano Koufonissi. Nella prima vi sono solo alcune case per vacanza e pare un pastore, nella seconda vi abitano  300 persone che diventano alcune migliaia in Agosto . E vi è anche un piccolo Marina che ci accoglie e protegge per alcuni giorni . 

Vi lascio immaginare la nostra sorpresa all’arrivo quando abbiamo ammirato i colori che ci circondavano

L’acqua nel Marina
Banchina del porto

E la sorpresa è continuata nell’esplorare il paese con la sua Chora , le vecchie vie e case tutte restaurate con il solito buon gusto cicladico

Viuzze della Chora

Ed infine il ” piacere”  di una passeggiata lungo la costa smarriti tra le sterpaglie e fortunatamente salvati da un pecoraio che ci ha dato un passaggio sul suo camioncino per ritornare in barca quando ormai le forze mi stavano abbandonando e tutto il peso dei miei anni ( e dei miei chili)  si faceva sentire . . . . ma che ci ha permesso di ammirare altri gioielli!

La costa di Koufonissi

Vita balneare con escursioni guidate ( si fa per dire)

Lasciata Kitnos e le sue belle baie cerchiamo un porto dove passare qualche giorno in tranquillità in attesa del previsto peggioramento da sud che puntuale arriva dopo un paio di giorni . Si decide per Naussa sull’isola di Paros dove eravamo già stati l’anno scorso e dove vi è uno dei pochi Marina discretamente attrezzati e ben ridossato perché inserito in una enorme baia con numerose altre possibilità di ancoraggio. Arriviamo nel primo pomeriggio e troviamo facilmente posto prima che si riempi all’inverosimile con ogni tipo di imbarcazione con una settantina di altre barche ancorate in baia.

Naussa
Barche all’ancora nella baia
Scesi a terra siamo stati piacevolmente colpiti dal miglioramento della cittadina con le sue case e strade tipicamente cicladiche tutte restaurate con il buon gusto che, forse, solo i greci di questa regione sanno estrinsecare. Non ha nulla da invidiare a Myconos anzi è meno artificiale e caotica per cui la sosta si è protratta con la scusa del maltempo che poi tanto maltempo non è stato : solo vento forte e mare mosso ma sempre sole e caldo mentre  nel nord d’Italia si abbattevano i nubifragi ed i nostri amici che cercavano di venire in Grecia erano bloccati in Croazia.

Angoli di Naussa
Quest’isola è fornita di aeroporto e sarebbe stata un’ottima opportunità per gli amici e parenti che tutti gli anni ci chiedono di ospitarli per una ” crocerina ” e che puntualmente disilludono tale aspettativa . . . . ma spes ultima dea e chissà che l’anno prossimo . . . 

Comunque considerata la sosta forzata ( per la nostra indolenza) abbiamo cercato di approfittarne per visitare quella che è ritenuta la perla dell’Egeo e che con le nostre barche è impossibile accostare: Santorini

Siamo andati con un tour organizzato tramite una navetta veloce che ci ha trasportato sull’isola con alzata all’alba e successivamente con pullman ci hanno portati dapprima a Onia e successivamente a Fira che sono costruite sul margine della caldera e permettono una visione mozzafiato in cui il blu del mare si associa al rosso e nero delle roccie ed al bianco delle case!

Alba a Naussa

Il ritorno in Egeo.

Lasciate le calme acque di Vlikho , sospinti da un nord-ovest gentile facciamo rotta verso est e mentre i nostri concittadini adempivano al loro dovere . . .  votando anche per noi , giungevamo in serata a Petalas che ancora una volta si rivelava un buon rifugio nella rotta per il canale.

Il giorno successivo seguendo le indicazioni meteo, che si dimostrano sempre più esatte, partiamo di buonora e riusciamo a passare il ponte di Rion poco prima che il vento rinforzi rendendo difficoltosa la navigazione in quel tratto ma facendo così la gioia dei surfisti e katesurfisti che volteggiano a poca distanza dal ponte.


In serata giungiamo a Trizonia e passiamo la notte all’ancora nelle immediate vicinanze del porticciolo che , come sempre, era pieno di barche.


Martedì 7 giugno, in previsione di un peggioramento del tempo che si verifica in serata , ci trasferiamo a Galaxidi dove non troviamo il solito Attanasio in quanto ospite delle patrie galere e veniamo aiutati all’ormeggio dai vicini di barca. 

Galaxidi.
Troviamo in compenso Andreas e Dino come sempre impegnati al backgammon ed in serata andiamo a cena alla taverna Skelentovrakos che si sta raffinando sempre di più e ci ha permesso di assaporare una moussaka di baccalà veramente deliziosa. 


Dino nella sua taverna.
Giovedì 9  giugno altra tirata col passaggio del canale di Corinto , abbastanza rapido per lo scarso traffico ma comunque sempre avvincente e spettacolare ed arrivo in serata a Porto di Salamina.


Il giorno successivo, sempre incalzati dal meteo entriamo nel mondo cicladico , questa volta attraverso Kitnos e le sue baie sul lato occidentale tra cui Fikiada separata da una lingua di sabbia dalla baia Kolona.


Non essendo riusciti ad ancorarci per la presenza di alghe sul fondo decidiamo di passare la notte nel vicino porticciolo di Merika , tranquillo e ben fornito anche di ristoranti di pesce in uno dei quali ci siamo concessi una meravigliosa scarpena che avremmo volentieri condiviso anche se al termine si è rivelata la cena più costosa finora sostenuta in Grecia: 40 eu a testa.

Merika.
Ma l’evento che ricorderemo in questo tratto del tour  per la gioia e l’entusiasmo che ci ha trasmesso è stato l’incontro con i delfini che numerose volte ed in numero cospicuo si sono avvicinati alla barca in navigazione ed hanno a lungo fatto evoluzioni sotto la prua. . . 

Si parte.

Terminati i giorni a disposizione per condividere le esperienze con gli amici, molliamo gli ormeggi a Preveza di buonora dato che il meteo prevede maestrale sostenuto che potrebbe ostacolare l’ingresso al canale di Lefkas.

La banchina di Preveza.
La navigazione si è svolta del tutto tranquilla , siamo arrivati puntualissimi al canale il cui ingresso è stato migliorato 

Anche la zona antistante il ponte è stata modificata ed il muretto  sulle cui pietre Alida si era scortica nel 1992 è stato sostituito da una banchina cui si può facilmente ormeggiare. . . 

Nelle prime ore del pomeriggio abbiamo dato ancora nella baia di Vlikho aspettando la botta di maestrale che non è arrivata e concedendoci il primo vero bagno di sole dispiaciuti di non poterlo condividere con altri . . . .

Vlikho: barche alla fonda!

Finalmente…..

…… il 22 maggio , facilitati dalla cortesia di Massimo che prendeva la nostra stessa nave per andare a Preveza ove teneva la sua barca a poche decine di metri dalla nostra e che ci ha dato un passaggio con la sua macchina, siamo partiti da Venezia a bordo della Champion Olympic della Anek e dopo una navigazione molto tranquilla siamo arrivati da ” Già che sei lì ” che ci attendeva bella e pulita : il Team Malingri aveva mantenuto la parola ( evento unico più che raro tra i cantieri) ed aveva preparato la barca completando tutti i lavori programmati ed anche altri resisi necessari in corso d’opera .

La coperta dopo il lifting.
Soddisfatti abbiamo concluso la serata alla taverna da Panos dove abbiamo avuto modo di conoscere ed assaporare i “Gufari” una specie di ricciola veramente squisita.

La mattina successiva di buonora sono arrivati gli operai del Marina che hanno accompagnato ” Già ” in acqua.

Ora siamo ormeggiati nel solito posto al Marine Preveza dove trascorreremo alcuni giorni per ultimare i preparativi in previsione del sailingtour estivo e per godere della disponibilità offerta da amicizie che diventano sempre più importanti  e necessarie ed alle quali va la mia più sentita riconoscenza. . .. 


Scorci di Preveza.

MAGGIO …… SI RICOMINCIA

Sta terminando, finalmente , il lungo periodo del più o meno dolce far niente pordenonese e , dopo tre viaggi in terra ellenica nel mesi di dicembre, febbraio ed aprile, viaggi caratterizzati anche da problemi organizzativi delle compagnie di navigazione che non assicuravano i viaggi stessi e che mi hanno costretto a rientri posticipati e su porti diversi , ci stiamo preparando alla partenza definitiva questa volta non automuniti perché vorremmo riportare ” Già ” a casa.
Quest’inverno è stato dedicato a lavori abbastanza impegnativi: dapprima la caccia al “clandestino “che si è rivelato poi in buona compagnia in quanto ne sono stati trovati quattro belli stecchiti dopo che Andrea aveva ” gasato” la barca e di conseguenza ho dovuto ripulire e sterilizzare tutti gli angoli accessibili ai roditori e nei quali avevano deposto numerosi ricordini. . . .
Poi verso la fine dell’estate abbiamo evidenziato un problema ai comenti della coperta , cioè alla gommatura tra le doghe di teak che erano state sostituite nella primavera scorsa . Si notavano infatti delle screpolature superficiali e la ” gomma” tendeva a sbriciolare. Ho interpellato la ditta fornitrice del materiale che ha riconosciuto il materiale difettoso e si è assunta la spesa per la sostituzione. Non era un lavoro da poco : bisognava togliere circa seicento metri lineari di questo materiale, ripulire bene la canaletta, applicare il primer e successivamente il materiale di calafataggio . Infine togliere l’eccesso e carteggiare tutta la coperta. Il lavoro doveva essere fatto da persona esperta e molto precisa che è stata individuato in Sotiris del Team Malingri.

IMG_2039.JPG
Le screpolature nei comenti.

IMG_2218.JPG
Come appariva la coperta dopo l’applicazione della nuova gomma.

I lavori sono cominciati in dicembre ma a causa del maltempo e degli impegni del cantiere non sono ancora terminati ad una decina di giorni dal varo ma confidiamo nella serietà degli operatori che, spero, soddisferanno tutte le nostre aspettative.

Nota positiva è stata la possibilità conoscere la Pasqua Ortodossa , festività molto sentita dai greci e di partecipare ad alcune delle manifestazioni che si tengono per l’occasione. Quest’anno , bisestile, si è festeggiata il primo maggio proprio nel periodo in cui mi trovavo ” casualmente” a Preveza.
La manifestazione più particolare è quella della rottura delle anfore di terracotta che si tiene il sabato santo e che servirebbe per allontanare i demoni prima della Resurrezione. In pratica la gente si riunisce in centro e , ad un segnale convenuto, lancia per terra delle anfore di varie dimensioni facendo più rumore possibile.

IMG_2204.JPG

IMG_2214.JPG

IMG_2217.JPG

Naturalmente abbiamo partecipato anche al pranzo pasquale nel quale i greci si superano nei preparativi e nell’abbondanza : noi ci siamo accontentati di kokorezti , frigateli e capretto allo spiedo + pomodori ripieni, polpette di ceci, melanzane e zucchine fritte , feta cotta ed un meraviglioso dessert con yogurt e miele con uva passa . Infine per digerire il tsipuro locale.

IMG_2221.JPG
Tipico spiedo cerimoniale greco.

Fra circa una settimana partiremo e lasceremo molti amici alcuni dei quali dovremmo rivedere in Grecia sulla loro barca e con gli altri sicuramente resteremo in contatto e cercheremo di farli partecipi delle avventure degli ormai rodati pensionati tramite queste pagine . I yassas , â bientot, see you soon, a’rivioderse. . . .

Settembre andiamo . È tempo di migrar.

Come per D’Annunzio anche per noi è giunto il tempo di migrare non dal monte al mare ma del mare alle risorgive e alle grave friulane. . . .

“Già che sei lì ” riposa allo Ionion Marine nello stesso posto che l’aveva
accolta l’anno scorso sotto l’amorevole cura degli amici del Team Malingri e forse ancora in compagnia di quel furbissimo topolino che ha allietato gli ultimi giorni di permanenza ellenica di Alida . . . . . e per il quale sarò costretto a tornare presto ad Aktio – Preveza .

Spero che anche i racconti di questa stagione siano stati graditi da quanti ci seguono su questo blog e dò appuntamento a tutti per il prossimo anno in cui mi riprometto di andare a visitare quelle Cicladi che non abbiamo visto quest’anno.

IMG_2010.JPG