Aggiornamento archeologico/naturalistico

Sempre per soddisfare il nostro desiderio di conoscenza, con i potenti mezzi messi a disposizione dall’autonoleggio ( una Punto con 270 mila km), approfittando del perenne bel tempo “peloponnesiaco” siamo andati a visitare le cascate di Polilimnio ed il palazzo di Nestore. 

Abbiamo raggiunto il primo sito dopo aver percorso una strada bianca , poco più di una mulattiera , con tanta apprensione di Alida che non conosceva la mia abilità maturata quando giovane intrepido accompagnavo papà a fare le visite a San Giovanni Ilarione nei Lessini su stradine poco più larghe della 500 e tanto ripide che spesso non si riuscivano a superare….

Arrivati alla fine della strada bisognava proseguire a piedi lungo un sentiero che scendeva ripido in una profonda gola: il sole a picco ed il ricordo della fatica patita nel risalire dallo stadio di Messene mi hanno indotto ad aspettare Alida sotto la tettoia di una sorta di rifugio alpino dove si rifocillavano gli intrepidi e giovani visitatori. 

E ben feci: al ritorno un’Alida dispnoica e distrutta dalla fatica mi riferiva che le cascate erano in realtà poco più di ruscelli che dopo un salto di pochi mt cadevano in pozzanghere…. 

Foto delle cascate gentilmente concesse da Alida

Ritrovata la strada principale , grazie al navigatore che ci ha fatto fare una ventina di km in piu, siamo finalmente arrivati al palazzo di Nestore di omerica memoria e che avevamo tentato di visitare anni fa ma che era chiuso per restauri…
Il palazzo era grande e situato in una bella posizione e ne rimane ben poco . Ma con il ricordo dell’Odissea e dell’aiuto che Nestore diede a Telemaco nella ricerca di quel furbone di padre e delle amorevoli cure ricevute da Policastra …… non potevamo lasciare la Messenia senza averlo visitato!

Sala del trono
Sala del trono com’era.

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Siga siga….

Piano piano , come dicono i Greci, procede questa settima estate greca.

Dopo la partenza di Matteo e Bianca il mese di luglio è trascorso tra baie e porticcioli in parte già noti in parte che non conoscevamo, approfittando del meteo stabile e in compagnia di Tiziana e Dante che con “Aria di festa”, storico Tagudo costruito da Giovanni Sigovich millanta anni fa, erano giunti anche quest’anno nelle Ioniche.

Abbiamo così potuto apprezzare nuovamente oltre alla loro cucina anche il buon gusto di questo popolo che riesce ancora a stupirci e che ben si sintetizza in questa foto:

Le giornate sono così passate tra brevi veleggiate , bagni e cenette in taverne tipiche.

Abbiamo visitato porti nuovi , come quello di Sami sull’isola di Cefalonia,
Sami

e rivisto isole note ma in grado sempre di stupirci come Zante in cui grazie al navigatore che ci aveva fatto sbagliare strada ci siamo ritrovati in un uliveto millenario…..


Questa foto è per dimostrare la vetusta dei soggetti…
Salutati a Zante Tiziana e Dante, noi abbiamo proseguito verso sud e, costeggiando il Peloponneso, siamo arrivati a Kalamata con l’intento di trascorrervi tutto il mese di agosto lontani dalla bolgia Italica che invade le Ioniche….

A Kalamata oltre al gran caldo , combattuto grazie al mio super pinguino che spara aria fredda in dinette, abbiamo ritrovato i nostri vecchi amici soprattutto quello della taverna che ci ha accolto con una psarosoupa favolosa accompagnata da baccalà fritto , al fornaio , al macellaio ecc.
Avendo tanti giorni da trascorrere e per soddisfare il nostro insaziabile desiderio di conoscenza abbiamo affittato una macchina e siamo andati a visitare un sito archeologico qui vicino e non troppo noto: l’antica Messene.
È stata una piacevole sorpresa : circondata da mura ciclopiche, adagiata sul fianco della montagna , tra ulivi , fichi e fichi d’India, con pochi visitatori mostrava i resti di un grande teatro, una enorme agora, due templi, il santuario di Asclepio con un piccolo teatro , la palestra ed uno spettacolare Stadio.


La porta di ingresso e le mura di difesa.

Il teatro e l’agorá


Il santuario di Asclepio  col teatro ( sala anatomica?)

e questo è lo stadio con la palestra: spettacolare ….vero?

Ritorno alla base.

    Dopo un paio di giorni di assoluto riposo abbiamo lasciato cala Igoumenitsa ed abbiamo raggiunto Preveza che da anni è la nostra base in Grecia.

   Purtroppo con gli anni quel mostro che è il turismo sta trasformando anche la Grecia e , all’arrivo, abbiamo avuto la sgradita sorpresa di vedere il nostro amato marina trasformato in un cantiere per la sua evoluzione in un marina di lusso. Erano utilizzabili solo due moli , per uscire bisognava fare un percorso tra masserizie varie , quando pioveva si allagava tutto …… In compenso il costo era raddoppiato e dal prossimo anno sarà triplicato!




I lavori nel Marina di Preveza.
    Dopo alcuni giorni , impiegati per la cambusa, le pratiche burocratiche, ritrovare gli amici, recuperare i gusti ed i prezzi greci, fortunatamente il turismo non ha ancora intaccato le taverne con i gyros, i pita gyros, gli agnelli allo spiedo, le porchette ed il pesce sempre fresco e a prezzi che in Italia ci sogniamo…..( memorabile una enorme sogliola cotta in modo sublime al prezzo di una pizza a Pordenone!)  ci siamo trasferiti , tramite il solito canale di Lefkas, nel mare interno dove abbiamo incontrato il Gardelin con Nadia ed Enzo a porto Varko .


Porto Varko.

          Dopo alcuni giorni di beata vita balneare il tempo è peggiorato e ci ha indotto ad ormeggiarci nel Marina di Lefkas in attesa che arrivassero in aereo Matteo e Bianca che hanno rappresentato la novità di quest’anno. 

Abbiamo così noleggiato una macchina  che ci ha permesso di andarli a prendere all’aeroporto e di fare apprezzare loro la bellezza di questa isola.


Marina Lefkas


Mulini sulla spiaggia

E con questa immagine termina la seconda puntata del settimo viaggio.

SETTIMO VIAGGIO

   Mentre in Italia ci si struggeva in attesa di un nuovo governo, il 28 maggio salpavamo approfittando di una lunga finestra di tempo favorevole.

   Nei mesi precedenti avevamo a lungo considerato la possibilità di scendere costeggiando la parte italiana dell’Adriatico e a tal uopo mi ero iscritto alla Lega Navale che ospita gratuitamente gli iscritti nei pontili delle varie basi nautiche, ma alla fine avevamo optato per la rotta orientale malgrado l’aumento delle tasse di navigazione in territorio croato .

     Mollati gli ormeggi di buonora raggiungevamo Umago per espletare le pratiche di ingresso, pagati 176 eu, e ripartivamo subito per arrivare la sera all’estremità dell’Istria a Paltana dove trascorrevamo in totale tranquillità la prima notte senza pagare l’obolo dell’ancoraggio

  Il giorno successivo, sempre col bel tempo che ci accompagnerà fino all’arrivo in Grecia , abbiamo attraversato  il Quarnaro è proseguito fino a porta Iase a Molat. Anche qui poche barche e notte rilassante

Porto Jase

Nei giorni successivi la navigazione è proseguita seguendo le tappe dei viaggi precedenti , Ragozniza, Lastovo ed infine Vieste dove ci siamo fermati il 2 giugno per rifornire la cambusa.

Passaggio tra li Incoronate

Parco naturale di Lastovo

     Domenica 3 giugno ci siamo fatti ospitare dalla Lega Navale di Bari accolti da Onofrio il marinaio , gentile, disponibile ed accorto. Considerata la vicinanza del centro città Alida ne ha approfittato per fare due passi e così abbiamo rivisto San Nicola , la cattedrale ed i vicoli caratteristici ma trasandati……

La banchina della Lega Navale a Bari

     Il giorno successivo tappa a Brindisi ospitati anche qui dalla Lega Navale ove vi era gran fermento per l’imminente regata Brindisi Corfù. Tra l’altro era ospite un gruppo folcloristico greco che ha allietato la serata. 

Vista dal pontile della LN di Brindisi con la nave San Marco di fronte.

   Dopo Brindisi abbiamo fatto tappa al Marina  di San Foca e poi abbiamo riattraversato il canale di Otranto fermandoci nell’isola di Merlera/Erikousa ove stanno ampliando il porto. Malgrado la solita ondina dispettosa che , non si sa perché , prende la barca sempre al traverso facendola rollare abbiamo riposato abbastanza ed il giorno successivo con la previsione di un forte vento da sud ci siamo ancorati a cala Igoumenitsa , nota anche come la baia dei pesci saltanti, in attesa delle condizioni meteo idonee per raggiungere Preveza.
Merlera
Merlera by night.

Aggiornamenti sul viaggio

Riprendiamo dopo tanto tempo il racconto……

Quest’anno il viaggio ha avuto un fuori programma del tutto eccezionale per  “l’evento” che ha comportato un ritorno a casa con un comodo volo che da Preveza in due ore ci ha riportato a Venezia e dopo una settimana ci ha riportato a Preveza con una modesta spesa grazie ai voli low-cost.

Il 29 luglio si sposava il mio Alduccio con Cecilia in  una graziosa chiesetta a Lungiis ( nel cuore della Carnia) circondato dall’affetto di tutta la popolazione ( 64 anime)! 

Conclusa la ” parentesi”abbiamo trascorso alcuni giorni sul molo di Preveza allacciati alla colonnina della corrente per far funzionare il nostro mitico clima e sopportare così l’ondata di calore (48 gradi in pozzetto all’ombra) che aveva colpito la zona nelle prime settimane di agosto. 

In quei giorni ci ha nuovamente raggiunto Carmelo con la sua figlia pelosa: gli piace tanto il Marina che ha deciso di fermarcisi tutto l’inverno.

Carmelo con Diana all’arrivo definitivo a Preveza.

Nelle ore del mattino, quando la calura lo permetteva , sfruttavamo anche noi le risorse che madre natura ci forniva e ci permettavamo, assieme agli autoctoni, bagni ristoratori in belle spiaggette libere ma comunque attrezzate al limitare di ombrose pinete……

Le spiaggia di Preveza 

Poi per evitare la calca di gente che invade le isole in quei periodi siamo ritornati a Palairos dove abbiamo ritrovato Andrea sulla sua Regina d’Africa e dopo alcuni giorni passati sul pontile gratuito in cui l’attività principale era  chiacchierare e mangiare ( memorabile un pranzo con linguine e cicale di mare e , a seguire, stupendi dentici pescati la mattina per me da Andrea, che non finirò mai di ringraziare) a Pogonià. 

Le cicale ed i dentici.

Scorci di Pogonià e bellezza al bagno…..
Il 24 agosto con previsione di bel tempo per almeno tre giorni lasciammo Preveza ed iniziammo il viaggio di ritorno.

La prima sera abbiamo pernottato a cala Igoumenitsa con i pesci che saltavano fuori dall’acqua come sempre ed il giorno dopo partendo all’alba siamo riusciti ad arrivare a San Foca di Melendugno dopo 13 ore di navigazione.



Il sole sorge sui monti dell’Epiro: così ci saluta la Grecia….
Trascorsa la notte al Marina di San Foca e presa coscienza che i prezzi erano raddoppiati fino alla fine di agosto ci siamo trasferiti al Marina di Brindisi sfruttando l’ultimo giorno di bel tempo . Dalla domenica ha cominciato a soffiare un forte maestrale che ci ha bloccato fino al giovedì .Tramonto a Brindisi 

Giovedì 31 agosto abbiamo raggiunto Bari e siamo stati ospitati nell’ottimo centro universitario sportivo e il giorno successivo siamo arrivati a Vieste all’ormeggio la Darsena dove il maltempo ci ha bloccato per altri quattro giorni.

Cielo su Vieste.
In quei giorni abbiamo riempito la cambusa di taralli, caciocavallo, scamorze, burrate ecc.

Inoltre abbiamo partecipato alla festa della Madonna del porto , alla processione delle barche sul gommone dell’ormeggiatore ed agli altri festeggiamenti….

Finalmente mercoledì 6 settembre il maestrale è calato e siamo riusciti ad arrivare a Lastovo . Fatte le pratiche di ingresso con un poliziotto gentilissimo, che ci ha scritto di suo pugno anche la crew list, ci siamo ormeggiati , come altre volte, vicino al distributore ma durante la notte ha cominciato a soffiare un forte sciroppo ed il cielo a rannuvolarsi…… Siamo rimasti così nuovamente bloccati . Il venerdì mattino , dopo una notte di calma  e con il cielo terso partiamo di buonora per cercare di raggiungere Rogozniza. Fuori dalla baia il mare era calmo ma dietro le alture dell’isola comparivano nubi minacciose che ci inducevano a credere di essere partiti nel momento migliore.

Nubi su Lastovo.
Invece andavamo incontro alla peggiore navigazione della stagione. 

Usciti dalla protezione dell’isola le onde aumentarono notevolmente mentre il cielo si copriva di cumuli lembi minacciosi. Decidevo di fare rotta su Curzola più vicina mentre cominciavano i temporali ed i neverini…… Giunti al riparo di Curzola la situazione sembrava migliorare per cui proseguivamo verso Hvar anche se le onde persistevano molto alte. Il meteo prevedeva un ulteriore peggioramento con forti venti da sud e temporali. Bisognava trovare un porto sicuro cosa non facile perché queste isole sono molto frequentate dai charters. Abbiamo optato per Starigrad, bel  centro sulla costa nord di Hvar e verso le quattordici ci siamo ormeggiati alla sua banchina  e vi siamo rimasti per altri quattro giorni……


Dintorni di Starigrad in un momento di calma.

Martedì 12 settembre siamo ripartiti e passando tra vari temporali ( ho visto anche formarsi una tromba marina ) abbiamo raggiunto Sali ,a nord delle Incoronate, ed il giorno dopo Veruda in Istria. Ci ritenevamo ormai a casa ma dovevamo ancora bloccarci ad Orsera per altri due giorni. 

Sabato 16 con qualche nuvola all’orizzonte dopo una notte di pioggia torrenziale, decidevamo di partire e mentre mi recavo a pagare la sosta nell’ufficio del marina, scivolavo sulla passerella e mi procuravo una brutta ferita al mignolo dx . Dopo una sapiente medicazione di Alida , proseguivo stoicamente la navigazione e , finalmente , dopo 22 giorni , attraccavamo nel nostro posto nel Marina di San Giorgio. Si concludeva così questo sesto viaggio in terra ellenica .

Arrivederci all’anno prossimo a Dio piacendo e salute permettendo.

Appunti di vita balneare

Lasciata Itaca ed Enzo e Nadia , perdurando condizioni meteo ottimali  decidiamo di trascorrere alcuni giorni in altre baie ben note per la purezza delle proprie acque a cominciare dalla ” spiaggia del campo di grano”


al vicino Porto Varco


le cui acque sono così trasparenti da permettere di vedere la catena dell’ancora adagiata su un fondale di 6 mt……..

al litorale di Pogonià


Cominciando a scarseggiare viveri ed acqua ci siamo trasferiti a Palairos in tempo per occupare l’unico posto libero in banchina con dei vicini molto tranquilli ,il tutto gratuito compresa l’acqua.

Il porticciolo di Palairos

Dopo alcuni giorni di completo relax, fatto il pieno di acqua e cibarie ( memorabile un cosciotto di agnello e del filetto di manzo , questo a 14 eu/kg, squisitissimi) abbiamo salutato Palairos per trasferirci nella vicina isola di Kalamos. Arrivati verso l’ora di pranzo abbiamo trovato porto Kalamos semi deserto . C’eravamo già stati nel nostro primo viaggio e ,come allora , vi era Georgos , proprietario della taverna del porto, che con maestria e pazienza aiutava negli ormeggi senza nulla chiedere e prima di sera era riuscito a riempire tutto il porticciolo .  

Il giorno successivo arrivano Massimo e Cinzia del Corpodibacco e con loro continua la vita balneare ….

Scorci di Kalamos.

In previsione dell’arrivo di una perturbazione importante , che puntualmente è arrivata, ci siamo rifugiati a Vlikho dove, passata la buriana, abbiamo atteso alcuni giorni prima di ritornare a Preveza dove lasceremo “Già ” per ritornare in patria per partecipare ad un grande evento…….

Scorci di Vlikho

Nuove scoperte

Lasciato l’ormai nostro abituale ormeggio in terra ellenica dopo alcuni giorni di acclimatamento per riabituarci alla cortesia dei Greci , alla qualità e ai prezzi dei loro prodotti ( perfino le mele del sudtirol costano meno che da noi….) nonché per festeggiare con gli amici in sperdute taverne dove gli spiedi sono eccelsi….

ci siamo trasferiti, passando per l’ennesima volta per il canale di Lefkas in cui i lavori di dragaggio sono terminati ed è ora molto più agibile, a Vathy nell’isola di Itaca dove ci aspettavano Enzo e Nadia del Gardelin.

Canale di Lefkas
In navigazione verso Itaca
Itaca
Gardelin a Vathy
Scorci di Vathy
Vathy è stata un’altra bella scoperta che ci ha fatto apprezzare Enzo che già trent’anni fa con la sua attività di charterista esplorava tutti gli angoli del Mediterraneo orientale dalla Sicilia   al Mar Nero…. È situato in una baia completamente protetta e permette di ancorarsi agevolmente di fronte al paese . Anche questo è carino, pulito e ben fornito di negozi e taverne e di notte il colpo d’occhio ricorda il presepe…..Vathy by night.

Dopo Vathy Enzo ci ha portato in un’altra chicca di queste isole : una baia deserta incastonata in falesie calcaree bianche con spiaggetta pulitissima ed acque tanto trasparenti da costringere la Comandante ad immergervisi…

Così dopo alcuni giorni di bagni di sole e di mare abbiamo salutato i nostri amici e siamo ritornati a Vlikho in attesa di un forza 8 previsto per i giorni successivi.

Ritorno al colore e al calore ellenico

Vieste rimane per noi un posto speciale con la sua gente , i suoi negozi e mercati pieni di leccornie a prezzi impensabili per noi nordici, i forni con prodotti eccellenti e la sua bellezza…..


Vieste : scorci

Lasciata Vieste,dopo aver fatto la giusta scorta di taralli, caciocavallo podolici e mozzarelle abbiamo costeggiato la Puglia con soste a Bari , Brindisi e San Foca di Melendugno

Bari: porto vecchio e cattedrale di San Nicola
Bari: via del centro
La luna rosa sorge sul Marina di Brindisi.
Azzeccata la giornata giusta abbiamo attraversato il canale d’Otranto ed abbiamo potuto issare nuovamente il drappo ellenico 

ed il giorno successivo ci siamo ormeggiati alla solita Marina di Preveza : eravamo finalmente tornati nel nostro porto preferito!

2017  : sesto viaggio dei pensionati….


Ci eravamo salutati con un tramonto di Umago e il nostro sesto viaggio ricomincia dallo stesso luogo dove giocoforza si devono espletare le pratiche di ingresso in Croazia…..

Durante l’inverno avevo coccolato “Già ” che mi aveva ripagato con tanti pomeriggi indimenticabili ….. oltre a tante fatiche !  

  Aspettato un periodo di tempo buono , fino a fine maggio c’era stato maltempo,fatta la necessaria cambusa , abbiamo lasciato San Giorgio il 29 maggio e sospinto da un giusto SW abbiamo fatto la solita rotta lungo le coste istriane e dalmate fermandoci a Paltana, porto Jazi( Molat), Ragozniza e Lastovo .

Porto Velmo a Paltana
Porer 

Porto Jaze

Ad Ublo/Lastovo siamo riusciti ad ormeggiarci al distributore ed espletare le pratiche di uscita agevolmente grazie anche alla cortesia della capitaneria e del poliziotto. In compenso in una gostiona dove anni fa avevamo mangiato un buonissimo calamaro sono riusciti a mostrarci un bel sarago fresco e poi rifilarcene uno congelato!!!

Il giorno successivo , sabato 3 giugno, con meteo favorevole abbiamo attraversato e siamo arrivati a Vieste dove ci siamo ormeggiati al già noto pontile ” la darsena”

Il benvenuto al povero traumatizzato ( notare indice sin.!)

Il ritorno ( un po’ triste)

In anticipo, rispetto agli anni precedenti, si è concluso questo quinto viaggio in terra ellenica. L’affollamento nelle isole ioniche e le previsioni del meteo non particolarmente favorevole (infatti appena giunti in Croazia abbiamo preso un temporale con relativo neverin e bora forte per i successivi 4 giorni) ci hanno indotto a partire da Preveza il giorno di ferragosto assieme a Tiziana e Dante sulla loro ” Aria di festa” e a fare rotta verso nord passando per l’ Albania e Croazia. 

Costa albanese

Erano tre anni che non passavo per l’ Albania ed ho trovato un peggioramento per quanto riguarda la nautica : ora anche gli albanesi possono avere barche e questo ha portato ad un ridimensionamento degli spazi concessi alle barche in transito molto evidente a Saranda dove siamo stati costretti a metterci in seconda fila utilizzando un motoscafino per scendere a terra.

Ormeggio a Saranda
Il secondo giorno siamo arrivati ad Orikum nel cui Marina abbiamo trascorso la notte per la modica cifra di 94 euro.

Unico lato positivo una cena conclusasi con un merluzzo da 1,8  kg al forno…..


A Durazzo la situazione era migliorata: pagato 70 euro come sempre ma almeno ci hanno fatto ormeggiare su una banchina dove non scaricavano le granaglie e così ci siamo evitati di ritrovarci le barche piene di ” pula” ed i topi che venivano a banchettare la notte……

La banchina di Durazzo.

Il porto peggiore è rimasto Shengjin: ci hanno ormeggiati ad un molo fatiscente su un’acqua lurida!

Ormeggio a Shengjin
Notare il sottile strato di idrocarburi….

Fortunatamente ci siamo consolati con una cena in cui hanno predominato gli scampi!

L’arrivo in Croazia è stato ancor più traumatico : qui la polizia mi ha sequestrato i documenti perché mi rifiutavo di pagare un tizio che , non richiesto, per farmi ormeggiare mi aveva fatto andare a sbattere sulla banchina……. e questo è stato il benvenuto croato!
Aria di festa a Catvat
Abbiamo quindi cercato di ritornare in patria il più velocemente possibile pur con soste a Curzola , Unie, Umago.

Curzola
Baia ad Unie

Clandestino imbarcato ad Unie

Ultimo tramonto ad Umago

E così, con il cuore pieno di tristezza per per aver lasciato la Grecia con il suo sole , i suoi colori, la sua gente e tanti amici ma anche con la gioia di ritrovare tante persone care, siamo rientrati nel nostro posto barca a San Giorgio che avevamo lasciato alla vigilia del Corpus Domini di tre anni fa. 
Un saluto a quanti ci hanno seguito ed un arrivederci , a Dio piacendo, alla prossima tappa .